Monthly Archives: October 2008

Scioccato (2)

Dopo lo shock, habemus sostituta.

La tempesta sta passando.

Questo blog ricomincerà a funzionare come al solito fra pochi giorni.

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Scioccato

Corto circuito

Ti svegli la mattina e trovi il vetro della tua auto incrinato. Bastardi!, esclami. Fai per aprire l’auto, per capire se ci sono danni più seri, e vieni avvolto da una nuvola di fumo nero.

Hai come la sensazione che per quanto coglioni, deficienti e dementi, questa volta i piccoli inglesi-hooligan della televisione non c’entrano niente. E poi, non ci metti tanto a capire che qualcosa, là dentro, è andato in corto e ha preso fuoco e che l’unico motivo per cui l’auto non si è incendiata è che l’ossigeno nell’abitacolo è terminato sufficientemente in fretta.

Pensi che il vetro, probabilmente, si è rotto con il mini-scoppio che ha seguito il corto circuito. E capisci anche che quel rumore di vetro che hai sentito poco dopo esserti svegliato, non era la vicina che buttava le bottiglie di birra nella spazzatura…

Pensi tante cose, ma non le dici. Ti prepari una “focaccia feta e olive”, apri una birra e mandi il mondo a quel paese.

I trapizzini

Il mio trapizzino

Uno dei miei esperimenti in cucina.

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in questo post di Stefano Bonilli sul Papero Giallo e, vivendo troppo distante da Roma per poterli provare di persona, non ho potuto fara a meno che cucinare i miei trapizzini.

Il trapizzino è un incrocio fra un “tramezzino” e un pezzo di “pizza bianca” (che alcuni chiamano focaccia). Si prende un angolo della pizza, si apre come una tasca e si farcisce.

Arancini siciliani

L’idea, di Stefano Callegari, è tanto semplice quanto geniale: come qualcuno mi ha fatto notare, ricorda un po’ gli arancini siciliani  e i felafel, ma il risultato è radicalmente diverso, sia perché viene utilizzata la pizza che per la scelta, curiosa ma azzeccata, del ripieno.

Nella pizzeria di Callegari si possono mangiare trapizzini alla trippa, alle polpette e alla coratella, insomma, tutti i piatti della tradizione romana. Io, nel mio piccolo, ho preparato un sugo di salsiccia e piselli, semplice ma gustoso.

Un’esperienza decisamente positiva, sebbene fosse la prima volta che provavo questo piatto (in fondo, è molto semplice da preparare). Se vi va di approfondire, vi consiglio il simpatico video nel blog di Stefano Bonilli.

Come commento personale, ho notato che per una buona riuscita del trapizzino è importante che il ripieno, oltre che molto succulento, sia particolarmente “sugoso”. La pizza, specialmente quella bianca, è abbastanza secca ed è compito del ripieno impregnarla a dovere.

Al lupo, al lupo

Kaminksy docet e il “cattivo esempio” è ripreso da tanti, in buona o in meno buona fede non è dato sapere. Ma cominciamo dall’inizio.

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A Febbraio/Marzo di quest’anno Dan Kaminsky scopre una falla molto seria nel protocollo del DNS. Il 7 Luglio i maggiori vendor di sistemi operativi rilasciano in contemporanea un upgrade per i loro software. A questo punto, Dan rivela che l’upgrade risolve una gravissima falla del protocollo su cui si basa il DNS, ma si rifiuta di dare ulteriori dettagli fino al 8 Agosto, giorno in cui dovrà presentare la sua ricerca ad una importante conferenza di sicurezza (Black Hat Conference).

Il mondo dell’informatica (e non solo) è in subbuglio, la caccia alla falla comincia e la notorietà di Dan Kaminsky schizza alle stelle. Il segreto tiene solo un paio di settimane, ma Dan, in modo molto ostinato, non conferma nè smentisce fino al giorno della presentazione: aula piena, pubblico attento e riflettori puntati trasformano una noiosa conferenza tecnica in un avvenimento degno di una star.

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Siamo a Ottobre, la “febbre da falla agostana” si è (finalmente) sopita, ma ha lasciato il segno.

Nel frattempo, Dan Kaminsky si lamenta del trend, da lui stesso cominciato, di gridare “Al Lupo!” senza fornire spiegazioni.

La vignetta di Biani e l’aria che tira – Macchianera

Ai miei quattro lettori, spendete due minuti del vostro tempo a leggere questo:

La vignetta di Biani e l’aria che tira – Macchianera

o magari leggetelo veloce e allora vi basteranno solo 30 secondi.

E poi, però, non fate come nei commenti che “i professori di mia figlia, a me non ci piacevano e quindi tutti i professori dell’orbe terracqueo sono dei fannulloni bastardi” perché quello è il gioco di chi non ha interesse a salvare ciò che c’è di buono in questa nostra martoriata scuola.

Semplicemente, ripensate a quel vostro professore o alla vostra maestra, che per qualche strana alchimia la sua materia l’ho anche amata! e chiedetevi perché e per quale motivo questa nostra società ha deciso di riversare addosso proprio a loro tanta violenza, tutto questo rancore.

ale