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Internet si trasferisce a Oxford

Oxford si conferma capitale inglese di Internet e si propone come punto di riferimento della ricerca nella Web Science.

  1. La città ospita Nominet, il Registry .uk, molto attivo e rispettato sia all’ICANN che a livello di standardizzazione allo IETF.
  2. È sede dell’Oxford Internet Institute, un importante istituto di ricerca su società e Internet.
  3. E ora sarà sede del nascente Institute of Web Science, con finanziamenti attesi di £30 milioni (Gordon Brown alla BBC, comunicati stampa del governo e del Web Science Trust).

L’istituto si occuperà, fra le altre cose, di mettere ordine nell’Internet of Things di cui, recentemente, ha parlato anche il Mc Kinsey Quarterly, ad indicare che ormai questa disciplina non è più relegata al mondo della ricerca ma sta entrando nel gergo quotidiano del business.

Per capire cosa sia questo Internet of Things, vi lascio con un video di IBM, molto semplice, ma carino (via Pandemia)

Santa Giovanna dei Macelli e la crisi economica

Immagine di Santa Giovanna dei Macelli

Lunedì mattina 850 operai dello stabilimento della Mini di Oxford sono stati licenziati con un’ora di preavviso. Durante una riunione sindacale, ai lavoratori è stato comunicato che quello era il loro ultimo giorno di lavoro e, quasi a scherno, che se non avessero restituito le tute da lavoro, come da contratto, avrebbero dovuto anche pagare 25£. Peccato che alcuni di loro vivono a Swindon, 60 km e un’ora di auto (anche di più in autobus) a sud di Oxford, e sarebbero dovuti tornare a cassa, cambiarsi, e fare tutta la strada, di nuovo, per quella stupida tuta.

Gli operai non erano diretti dipendenti di BMW, ma di un’agenzia esterna che forniva la manodopera alla fabbrica. Molti lamentano che in questo modo BMW ha furbescamente aggirato tutte le leggi sul lavoro in vigore in UK.

Questa storia mi fa pensare a “Santa Giovanna dei Macelli” di Bertolt Brecht, una piece teatrale bella e struggente sulla crisi nelle fabbriche della carne in scatola nella Chicago del ’29.