Tag Archives: informazione

Opzione Share in Facebook

Tanto per rimanere in tema anche con quello che dicevo un po’ di tempo fa, oggi posto un link sul mio profilo Facebook. Il link deve essere piaciuto, perché poco dopo ricevo un paio di “like” e un commento (quanto mi sono sentito cool…:-) ).

Insomma, per farla breve: oggi ho scoperto la funzione di quel tastino share a lato di ogni status update, che ti permette di ripostare lo status/link inserito da un tuo amico. Facebook, in questo caso, si scopre “ligio al dovere” nel riconoscere la mia proprietà intellettuale sulla piccola cazzata scritta per caso e quando il mio amico ha cliccato il famigerato tastino, sul suo Wall è apparso un bel “nome-amico via alezzandro“.

Ecco, questa è una incredibile falla nella privacy. In questo modo degli sconosciutissimi “Friends of a Friend” stanno leggendo il mio update, sanno che l’ho scritto io e tutte le balle di Zuckerberg (che non ho nemmeno voglia di linkare, per quante sono tante) sulla sicurezza vanno a farsi benedire.

Così, nel caso non si sia ancora capito a chi stiamo affidando i nostri dati personali, leggete un po’ questo e questo e poi andate a rispondere alla domanda di Stefano:

Comprereste un’auto usata da quest’uomo?

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PhD in digital identities

Nel caso qualcuno fosse interessato: PhD studentships at Oxford Brookes University.

Vi segnalo, in particolare, il tema sulle digital identity, che mi vedrà, iin parte, coinvolto. Per informazioni l’email la trovate qui.

Digital Identity
Supervisors: Prof David Duce, Dr Faye Mitchell

In the digital age, the question of what constitutes “identity” becomes ever more complex, and the threat of identity theft continues to alarm. There is a growing literature on the problems of identity management and issues such as trustworthiness and privacy. In the past, solutions based on central authorities have been explored, but the difficulty of reconciling them with a networked world which is completely decentralised by its very nature has led to only partial adoption of these solutions. A practical line of development is by federating heterogeneous identity management frameworks. But there are much deeper research questions that should be addressed: what is a digital identity for Internet users, companies and for other institutions; is a digital identity unique in the Internet or is it only meaningful within a certain scope, such as a geographical locality or a limited time window; how does identity interact with privacy and how is trust defined among identities.

Nuova influenza suina e opuscolo informativo

L’NHS, l’ente che si occupa della sanità pubblica in Inghilterra, sta distribuendo questo opuscolo per preparare la popolazione all’arrivo della Swine Flu. Con una certa lungimiranza, considerando la multiculturalità della popolazione del regno, l’opuscolo è stato tradotto in varie altre lingue.

Ho cercato sul sito del Ministero della Sanità se ci fosse qualcosa di equivalente, ma ho trovato solo questo opuscolo (se non sbaglio è lo stesso foglio che trovate appeso negli aeroporti).

Il sito del ministero, di per sé, è molto dettagliato, anche se non immediato da consultare. Per quanto riguarda l’NHS, il sito è aperto ai commenti e oltre a vari video… c’è anche il canale Twitter!

Santa Giovanna dei Macelli e la crisi economica

Immagine di Santa Giovanna dei Macelli

Lunedì mattina 850 operai dello stabilimento della Mini di Oxford sono stati licenziati con un’ora di preavviso. Durante una riunione sindacale, ai lavoratori è stato comunicato che quello era il loro ultimo giorno di lavoro e, quasi a scherno, che se non avessero restituito le tute da lavoro, come da contratto, avrebbero dovuto anche pagare 25£. Peccato che alcuni di loro vivono a Swindon, 60 km e un’ora di auto (anche di più in autobus) a sud di Oxford, e sarebbero dovuti tornare a cassa, cambiarsi, e fare tutta la strada, di nuovo, per quella stupida tuta.

Gli operai non erano diretti dipendenti di BMW, ma di un’agenzia esterna che forniva la manodopera alla fabbrica. Molti lamentano che in questo modo BMW ha furbescamente aggirato tutte le leggi sul lavoro in vigore in UK.

Questa storia mi fa pensare a “Santa Giovanna dei Macelli” di Bertolt Brecht, una piece teatrale bella e struggente sulla crisi nelle fabbriche della carne in scatola nella Chicago del ’29.

Facebook è un forum pubblico

Quella che segue è un post un po’ lungo che rielabora alcuni commenti che ho lasciato nel post di Giovy (ne stanno parlando in diversi):

Attenzione a Facebook: nuove “condizioni d’utilizzo” vessatorie

Tutto comincia con il cambio (in sordina) delle condizioni di utilizzo di Facebook: in pratica è stato eliminato un paragrafo che, secondo alcuni, dava la possibilità di rimuovere i propri dati da Facebook.

Ho letto attentamente:

e questa è l’idea che mi sono fatto.

PROPRIETÀ DEI CONTENUTI

La proprietà dei contenuti rimane all’autore. L’autore però permette a FB di utilizzare i suoi contenuti sempre e comunque senza bisogno di ulteriori autorizzazioni e a prescindere dalla licenza (diritti riservati o altro).

Ovvio, altrimenti chiunque potrebbe chiedere i diritti a FB/Flickr o a chiunque altro solo per il fatto di avere quel contenuto sul loro sito. Loro ci fanno affari con il nostro contenuto, ok, ma noi abbiamo il servizio gratuito. È normale, non vedo perché scandalizzarsi.

E se siete curiosi, date un’occhiata alle condizioni di utilizzo di Yahoo!/Flickr, paragrafo 8: http://it.docs.yahoo.com/info/utos.html

DATI PERSONALI SU FACEBOOK

Quella che segue è la mia opinione personale su come stiano esattamente le cose. Potrei sbagliarmi.

Se si pubblica un messaggio in un Forum, non si ha diritto di chiedere che venga rimosso perché è pubblico. Se il Forum necessita di registrazione per essere letto, continua a essere pubblico. Ecco, FB è un grande Forum pubblico sul quale vengono appoggiati veli di visibilità. Ma resta un forum pubblico.

In altre parole, le  varie aree (inbox, chat, wall, foto, etc.) sono pubbliche e unrestricted. Sono “tutti gli altri utenti”, piuttosto, che hanno visibilità limitata se cercano di accedere ad alcune aree, come ad esempio “messaggi per i quali non sono mittente né destinatario”. Il concetto di privacy, dunque, non è presente in FB come non lo è in un Forum pubblico.

Per questi motivi, non vedo un cambiamento sostanziale nelle recenti modifiche alle condizioni di utilizzo, né ci vedo un peggioramento.

COMMENTI FINALI

  1. Quelli di FB, il profilo degli utenti cancellati se lo sono sempre tenuti, è storia vecchia
  2. Sono convinto che FB sia il peggior social network che ci sia in termini di rispetto della privacy e dei dati personali
  3. Zuckerberg è un furbo e ha tutto l’interesse a non fare troppa chiarezza sul concetto di privacy in FB

Il “Futuro del Social Networking”

Stavo scrivendo questo post e mi sono reso conto che capitava a fagiolo (che brutta espressione!) con il lancio di Google Latitude, il social network che promette di avere sempre sotto controllo la mappa (geografica) dei tuoi amici.

***

A Gennaio si è tenuto a Barcellona un Workshop sul Futuro del Social Networking sponsorizzato dal W3C e qualche giorno fa ne è uscito il report. È interessante leggere le considerazioni che sono state espresse a proposito della privacy nei social network (da notare che erano presenti molte aziende che operano nel settore):

forcing users to create accounts and record their data across many of these networks was counter-productive

A decentralized architecture… would allow the user to choose how many accounts and profiles she desires…

… social networking technologies needed to preserve the possibility for a user to fragment its identity across various profiles, and, in an increasingly context-sensitive setting, to hide, blur or lie about the user’s current context, as a minimal option to protect privacy

the difficulty of getting users to recognize the privacy-implications of their behavior on social networks… was found to stand as a great obstacle to the deployment of any technical solution…”

In pratica, i produttori di social network si stanno lentamente accorgendo che gli utenti non sono “sterminate praterie di dati personali che aspettano solo di essere raccolti”. E si sono anche accorti resi conto che se gli utenti non comprendono le implicazioni delle loro azioni sulla privacy, questo, in ultima analisi, rischia di danneggiare l’azienda stessa, perché gli utenti potrebbero decidere di rigettarne l’applicazione (questa, in realtà, è una considerazione mia).

Naturalmente, non è che adesso tutti cominceranno ad andare nella direzione opposta, sia chiaro: in fondo, partecipare a un social network, “fare rete”, vuol dire, per definizione, rinunciare a parte della propria privacy. Però fa piacere che anche “là fuori” qualcuno stia cominciando a interessarsi a questo problema.

Viaggi a rischio, e i fumatori?

Ricollegandomi alla proposta di Rutelli sui viaggi a rischio, chiedo, nell’ordine che:

  • I fumatori si paghino le spese per la cura ai tumori
  • I grassi si paghino le spese ai problemi cardiovascolari
  • Gli incidentati stradali si paghino le spese per gli incidenti che commettono
  • Le vecchiacce vecchiette si paghino le spese mediche se vengono investite quando attraversano la strada senza guardare. Se ne stessero a casa, se non sanno camminare
  • Tutti gli sportivi, di ogni sorta, si paghino le spese mediche quando si fanno male praticando i loro sport, maledizione
  • E pure i cuochi si paghino le loro dannate spese, accidenti, perché possono evitare di usare coltelli così affilati

Ecco, questa si chiama sanità privata.