Monthly Archives: December 2009

Heathrow e neve

Preoccupato di non poter arrivare per la neve, mi hanno bloccato a Heathrow per overbooking. Ora sono dirottato su Roma, da cui riparto domattina. Ma porc…

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Meritocrazia

Moratti, in radio il 30% di musica Italiana:Marco Carta: brrr

“La mia prima iniziativa politica sarà quella di portare all’interno del Popolo della libertà la proposta di dare più spazio alla musica italiana e, nella musica italiana, ai giovani nelle radio“, ha spiegato Moratti intervenendo alla presentazione del progetto LiveMi nella stazione della metro in piazza Duomo.

Così potremo ascoltare Marco Carta 10 volte al giorno.

E imporre il 30% di musica di qualità, invece?

Twitter in Italiano e blogger

Twitter avrà pure aggiunto l’italiano, ma a me l’uso di Blogger come piattaforma per il Twitter Blog continua a sembrarmi una cosa da principianti.

Google Chrome per Mac (Beta)

Ho installato Google Chrome per Mac (è una beta, ma quale servizio di Google non lo è?). A prescindere dalle funzionalità che ancora mancano, che comunque non mi sembra si annuncino epocali, mi sembra una versione leggera di Firefox.

Mi sa che tra poco smetto di usarlo: voglio i miei temi e il mio Delicious.

Ti ho dato migliaia di euro, dammi un lavoro o zitto

qualche giorno fa c’era la lettera di Celli, che a noi che siamo fuori ci fa pensare e sospirare. ho commentato, anche troppo animatamente per come sono abituato, qua e qua.

Oggi leggo, via Alfonso Fuggetta e Zambardino, che Celli ha replicato alle repliche e in pratica dice: “ma pure se vi sto sulle palle, perché non discutete del contenuto?”.

Abbastanza ragionevole, non vi pare? forse…

adesso, mi arrivano ‘sti qui fieri di aver speso migliaia di euro in un master in “nuovi giornalisti”, come se la laurea, che presumo hanno, in “vecchio giornalismo” non sia abbastanza.

allora, arrivano questi, che hanno i soldi per una laurea, poi ce li hanno per un’altra e poi ce li hanno pure per permettersi di girovagare finché non trovano l’editore giusto che gli dia il lavoro che piace a loro, povere stelline (ma nel frattempo, campano d’aria?).

allora, figlioli miei, voi date addosso a Celli perché fa parte dell’establishment. Ma voi pensate di esserne fuori? Fatemi capire, voi avete diritto a un lavoro solo perché avete speso migliaia di euro per un master? cioè, in pratica, voi state dicendo a Celli, che è il vostro rettore: “io ti ho dato migliaia di euro, adesso tu mi dai il lavoro e siccome non me lo dai non hai diritto di parlare”.

è questa la tanto sospirata meritocrazia?

Facebook e la privacy

Facebook aggiorna (eufemismo per dire “cambia ancora una volta”) le regole della privacy.

Qualche mese fa avevo già scritto a proposito delle tecniche utilizzate da Zuckerberg per confondere gli utenti e impedirgi di capire fino in fondo cosa significa, da un punto di vista della privacy, far parte di Facebook. Le opzioni cambiavano di continuo e, ogni volta, il messaggio era: “stai tranquillo ora sì che sei al sicuro!”.

Bene, ci risiamo: in sé non sarebbe una gran notizia, però vale la pena leggere il commento di Luca De Biase a riguardo, di cui vi riporto alcuni estratti:

Mark Zuckerberg scrive ai 350 milioni di iscritti a Facebook per informarli che sta arrivando una nuova versione del sistema di controllo della privacy nel social network

[…]

Chi è consapevole della scarsa privacy che c’è su Facebook, tende a pubblicare in modo molto asettico e soltanto cose che possono essere pubbliche. Se invece si fosse davvero convinti che la privacy sarà mantenuta su quello che appare più personale, si potrebbe scrivere con maggiore spontaneità.

E’ proprio la spontaneità che interessa chi fa ricerche di mercato su Facebook. Il nuovo sistema non consentirà certo a chiunque di vedere qualunque cosa, ma aumenterà l’informazione che i robot di Facebook potranno utilizzare per fare analisi sui comportamenti, i valori e i cambiamenti culturali che avvengono tra le persone del social network.

[…]

(da Luca De Biase)