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Google condannato, editore o forum? Forse entrambi!

Update: mi sono riletto, ovviamente non è uscita nessuna sentenza, ma solo la notizia della condanna.

È uscita la sentenza che condanna 3 (su 4) dirigenti di Google nel caso ViviDown. 3 (su 4) dirigenti di Google sono stati condannati per violazione della privacy nel caso ViviDown. In breve, è successo che un cretino ha caricato su Google Video un video di un ragazzo disabile picchiato e deriso dagli “amici”. Il video è arrivato in home page di Google Video, il grande pubblico se ne è accorto e, indignato, ha denunciato chi ha picchiato il ragazzo, chi ha fatto l’upload e Google per aver permesso l’upload/non aver rimosso il video.

Perché Google dovrebbe essere responsabile per ciò che fanno i suoi utenti? Perché no, se fa profitto sui loro contenuti? Stiamo assistendo alla lenta ma inesorabile sconfitta del web 2.0?

Stefano, qualche tempo fa, aveva riassunto e spiegato in modo magistrale le varie problematiche legate a questo processo e vi invito a leggerle perché molto istruttive.

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Dati i recenti sviluppi, torna di attualità un post di qualche tempo fa, sempre di Stefano, “il web 2.0 alla prova della regolamentazione: l’acqua diventa vino“, dove ci si chiede esattamente questo: quando un gestore di una piattaforma web 2.0 è “hosting” e quando, invece, diventa responsabile dei contenuti pubblicati dai loro utenti (di fatto, un editore)?

Ho letto qualche commento in giro che, riguarda alla vicenda di Google dice: “sì, ma loro non si sono limitati a fornire spazio web a chi ha caricato il video, l’hanno addirittura messo in home page e utilizzato per promuovere il business”. Riporto, a questo proposito, un mio vecchio commento al post di Stefano, che mi sembra tornato abbastanza attuale:

… A me [il web 2.0] sembra una evoluzione di entrambi (del concetto “classico” di editore e di un forum vecchia maniera, NdA) anzi una loro integrazione facilitata dalle nuove tecnologie. Il problema, a mio avviso, è che gli Operatori 2.0, nei quali lavorano “umani” che una volta gestivano “semplici” forum, non hanno nemmeno loro chiara la differenza fra le diverse funzionalità di una piattaforma 2.0 e creano dei ToS che confondono ulteriormente le idee.

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Supponiamo che un giornale abbia un forum (stile 1.0, per intenderci) dove gli utenti pubblicano i loro interventi. Ora supponiamo che la rubrica cartacea “Lettere al Direttore” contenga una selezione di tale lettere.

Passano gli anni, il giornale cartaceo [va] online, poi si semplifica ancora e diventa una serie di pagine integrate con il forum, che si chiamano “home page”, “preferiti”, “top lettere”.

Allo stesso tempo, il forum aggiunge funzionalità “social” e permette la creazione di un network di amici.
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La bottom line è che piuttosto che decidere se una piattaforma 2.0 sia hosting o editore, bisognerebbe favorire una normativa che sia in grado di distinguere fra le due diverse funzionalità.


Impressioni a caldo su Italia.it

Dopo alcuni problemi iniziali, pare che questa volta sia veramente online (via Wittgenstein).

Video stucchevoli (qui e qui, ad esempio) e un po’ tutti uguali (guardate questi). Bello il virtual tour. Poi ci sono le informazioni utili (che sembrano il riassunto delle prime pagine informative di qualsiasi guida turistica) e lo splendido magazine in inglese Magic Italy: che non sembra fatto male, in sé, ma c’è da notare che anche all’estero qualsiasi rivista di settore è piena di articoli sull’Italia e sui suoi tesori nascosti e quindi Magic Italy è a dir poco ridondante.

Infine un ultimo commento: se mi connetto dall’Inghilterra e la lingua di default del sistema operativo e del browser è l’inglese… bé, mi aspetterei di essere rediretto alle pagine corrispondenti.

ps: non commento sull’assenza di qualsiasi caratteristica 2.0 perché se ne è già parlato tanto in passato.

I blog non rendono, ma il typosquatting…

Non si fanno i soldi con i blog (Wittgenstein)

…di una disarmante semplicità! Fare soldi con un blog vuol dire tappezzarlo di annunci pubblicitari. Che, a meno di pochi casi di successo (l’articolo di NewsWeek cita TechCrunch, tanto per dire) vuol dire tappezzare le proprie pagine di AdSense.

E allora, tanto vale darsi a del sano domain parking o, se vi piace il brivido, a un po’ di typosquatting. Così, almeno, non dovete perdere tempo a inventare belle frasi per attirare i vostri lettori…

Che bella, la neve!

Questa mattina guardo i 20 cm e passa di neve che si accumulano sulle strade (vedi testata del blog!) e penso: oggi si lavora da casa. Dopo appena mezz’ora che ero connesso, arriva la mail del “grande capo”:

… causa maltempo l’azienda chiude i battenti a mezzogiorno.
Buon week-end a tutti!!

Grande Capo

Insomma, il resto lo lascio alla vostra immaginazione. Spaghetti al pesto e poi via, a giocare a palle di neve!!!

😉

Viaggi a rischio, e i fumatori?

Ricollegandomi alla proposta di Rutelli sui viaggi a rischio, chiedo, nell’ordine che:

  • I fumatori si paghino le spese per la cura ai tumori
  • I grassi si paghino le spese ai problemi cardiovascolari
  • Gli incidentati stradali si paghino le spese per gli incidenti che commettono
  • Le vecchiacce vecchiette si paghino le spese mediche se vengono investite quando attraversano la strada senza guardare. Se ne stessero a casa, se non sanno camminare
  • Tutti gli sportivi, di ogni sorta, si paghino le spese mediche quando si fanno male praticando i loro sport, maledizione
  • E pure i cuochi si paghino le loro dannate spese, accidenti, perché possono evitare di usare coltelli così affilati

Ecco, questa si chiama sanità privata.

Google e neutralità dei contenuti (2)

Qualche giorno fa avevo scritto questo commento alla notizia di Google e del suo edge caching. Le certezze vacillano e gli osservatori cominciano a chiedersi se, forse, l’edge caching con la neutralità della rete qualcosa c’entri. Queste titubanze sono riportate dal pezzo a quattro mani firmato ZambardinoRusso qui.

Io continuo con la mia provocazione: neutralità della rete o dei contenuti? L’ISP o le telco potrebbero veramente permettersi di penalizzare Google Microsoft? Chi ci rimetterebbe?

La vignetta di Biani e l’aria che tira – Macchianera

Ai miei quattro lettori, spendete due minuti del vostro tempo a leggere questo:

La vignetta di Biani e l’aria che tira – Macchianera

o magari leggetelo veloce e allora vi basteranno solo 30 secondi.

E poi, però, non fate come nei commenti che “i professori di mia figlia, a me non ci piacevano e quindi tutti i professori dell’orbe terracqueo sono dei fannulloni bastardi” perché quello è il gioco di chi non ha interesse a salvare ciò che c’è di buono in questa nostra martoriata scuola.

Semplicemente, ripensate a quel vostro professore o alla vostra maestra, che per qualche strana alchimia la sua materia l’ho anche amata! e chiedetevi perché e per quale motivo questa nostra società ha deciso di riversare addosso proprio a loro tanta violenza, tutto questo rancore.

ale