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Benvenuto al nuovo Papero Giallo

Vorrei dare il mio piccolo benvenuto alla nuova veste grafica del Papero Giallo, un blog che negli ultimi tempi ho molto seguito e apprezzato, sia per i temi discussi che per la disponibità al dialogo del suo autore Stefano Bonilli.

Qui il post inaugurale.

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Scioccato

Corto circuito

Ti svegli la mattina e trovi il vetro della tua auto incrinato. Bastardi!, esclami. Fai per aprire l’auto, per capire se ci sono danni più seri, e vieni avvolto da una nuvola di fumo nero.

Hai come la sensazione che per quanto coglioni, deficienti e dementi, questa volta i piccoli inglesi-hooligan della televisione non c’entrano niente. E poi, non ci metti tanto a capire che qualcosa, là dentro, è andato in corto e ha preso fuoco e che l’unico motivo per cui l’auto non si è incendiata è che l’ossigeno nell’abitacolo è terminato sufficientemente in fretta.

Pensi che il vetro, probabilmente, si è rotto con il mini-scoppio che ha seguito il corto circuito. E capisci anche che quel rumore di vetro che hai sentito poco dopo esserti svegliato, non era la vicina che buttava le bottiglie di birra nella spazzatura…

Pensi tante cose, ma non le dici. Ti prepari una “focaccia feta e olive”, apri una birra e mandi il mondo a quel paese.

I trapizzini

Il mio trapizzino

Uno dei miei esperimenti in cucina.

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in questo post di Stefano Bonilli sul Papero Giallo e, vivendo troppo distante da Roma per poterli provare di persona, non ho potuto fara a meno che cucinare i miei trapizzini.

Il trapizzino è un incrocio fra un “tramezzino” e un pezzo di “pizza bianca” (che alcuni chiamano focaccia). Si prende un angolo della pizza, si apre come una tasca e si farcisce.

Arancini siciliani

L’idea, di Stefano Callegari, è tanto semplice quanto geniale: come qualcuno mi ha fatto notare, ricorda un po’ gli arancini siciliani  e i felafel, ma il risultato è radicalmente diverso, sia perché viene utilizzata la pizza che per la scelta, curiosa ma azzeccata, del ripieno.

Nella pizzeria di Callegari si possono mangiare trapizzini alla trippa, alle polpette e alla coratella, insomma, tutti i piatti della tradizione romana. Io, nel mio piccolo, ho preparato un sugo di salsiccia e piselli, semplice ma gustoso.

Un’esperienza decisamente positiva, sebbene fosse la prima volta che provavo questo piatto (in fondo, è molto semplice da preparare). Se vi va di approfondire, vi consiglio il simpatico video nel blog di Stefano Bonilli.

Come commento personale, ho notato che per una buona riuscita del trapizzino è importante che il ripieno, oltre che molto succulento, sia particolarmente “sugoso”. La pizza, specialmente quella bianca, è abbastanza secca ed è compito del ripieno impregnarla a dovere.