Category Archives: pensieri

Vuvu-evviva

Questo il mio stato d’animo nell’ultimo periodo, il motivo per cui non sto scrivendo una riga.

(credits: non me lo ricordo, ma direi che ne potete fare a meno 🙂 )

Cyber Warfare e Pacifismo

Avrei la possibilità di andare a questa conferenza

Cyber Warfare 2010

[…]

Insights into the evolving cyber threats to national security and information systems and evaluation of solutions to mitigate the threat from international military cyber commands

Analysis of current and future legal issues political pressures and challenges surrounding Cyber Warfare attacks and appropriate national cyber space activity

Evolving national policy and doctrinal updates of Cyber Security and Cyber warfare from the UK MoD, US DoD, Swiss MoD, Italian MoD and Danish MoD

[…]

Latest technology updates in cyberspace and current research and development for both Computer Network Defence and Computer Network Attack

A monte di una cyber-difesa c’è un cyber-attacco, a cui in genere si risponde con un cyber-contrattacco e così via. Tecnicamente, però, un attacco telematico non uccide. Certo, c’è sempre la possibilità che questo sia di supporto a (o anticipatore di) un attacco tradizionale.

Supponiamo, tuttavia, che non stiamo parlando di guerra con armi e bombe. Supponiamo che non ci sia nessuna relazione fra il mondo elettronico e quello reale.

Ecco, mi stavo chiedendo come si pone il pacifismo di fronte alla “cyber warfare”. Non uccide, ma sempre guerra è.

Ti ho dato migliaia di euro, dammi un lavoro o zitto

qualche giorno fa c’era la lettera di Celli, che a noi che siamo fuori ci fa pensare e sospirare. ho commentato, anche troppo animatamente per come sono abituato, qua e qua.

Oggi leggo, via Alfonso Fuggetta e Zambardino, che Celli ha replicato alle repliche e in pratica dice: “ma pure se vi sto sulle palle, perché non discutete del contenuto?”.

Abbastanza ragionevole, non vi pare? forse…

adesso, mi arrivano ‘sti qui fieri di aver speso migliaia di euro in un master in “nuovi giornalisti”, come se la laurea, che presumo hanno, in “vecchio giornalismo” non sia abbastanza.

allora, arrivano questi, che hanno i soldi per una laurea, poi ce li hanno per un’altra e poi ce li hanno pure per permettersi di girovagare finché non trovano l’editore giusto che gli dia il lavoro che piace a loro, povere stelline (ma nel frattempo, campano d’aria?).

allora, figlioli miei, voi date addosso a Celli perché fa parte dell’establishment. Ma voi pensate di esserne fuori? Fatemi capire, voi avete diritto a un lavoro solo perché avete speso migliaia di euro per un master? cioè, in pratica, voi state dicendo a Celli, che è il vostro rettore: “io ti ho dato migliaia di euro, adesso tu mi dai il lavoro e siccome non me lo dai non hai diritto di parlare”.

è questa la tanto sospirata meritocrazia?

Benvenuto al nuovo Papero Giallo

Vorrei dare il mio piccolo benvenuto alla nuova veste grafica del Papero Giallo, un blog che negli ultimi tempi ho molto seguito e apprezzato, sia per i temi discussi che per la disponibità al dialogo del suo autore Stefano Bonilli.

Qui il post inaugurale.

Qualche account in più

L’ho già scritto di là.

Last.fm, anobii.com e, non c’è due senza tre, Facebook. Avevo voglia di provare qualche social network nuovo (per me, naturalmente, che questi sono in giro da anni).

Io li ho elencati in ordine di “utilità percepita” (e non mi venite fuori con la storia dei compagni di scuola delle elementari, che se non ci siamo visti per vent’anni ci sarà un motivo), ma lascio un po’ di spazio per futuri ripensamenti.

Sound Diary Project

Sound Diaries, un progetto interessante, promosso dalla Sonic Art Research Unit della Oxford Brookes University.

Siamo abiutati ad ascoltare musica, persone e discorsi. Vediamo immagini ed elaboriamo pensieri, ma solo raramente ascoltiamo i “suoni che ci circondano” o, addirittura, li “ricordiamo”. Essi sono una parte integrante della nostra vita, ci seguono e ci accompagnano ogni giorno, ma spesso ce ne dimentichiamo:

The Sound Diaries initiative is focused around sound-recordings and sound-texts and the ways in which we can use sound as a document of our lives (from the project’s webiste).

Ne ho parlato nel mio blog in Inglese. Ho fatto un piccolo esperimento: quattro minuti di registrazione, editati e ridotti a meno di uno. È strano “ascoltarsi”.

ps: WordPress non permette l’upload di file Mp3 e Humyo.com viene bloccato da un qualche firewall che non riesco a identificare. Insomma, il mio “soundscape” lo ascoltate un’altra volta!

Buonanotte

per chiarire: il post è evidentemente pre-datato.