Domini internet come marchi registrati


Leggo su Punto Informatico che il recente decreto sviluppo rischia di avere un impatto molto negativo sulle leggi che regolano le controversie legate all’assegnazione di domaini internet e, più in generale, alla loro registrazione.

Nel codice della proprietà industriale […] il nome a dominio viene equiparato, a livello legislativo, agli altri segni distintivi, godendo quindi della medesima tutela giuridica.

[…] chi registrerà o userà un nome di dominio simile o identico ad uno già esistente rischierà sino a tre anni di carcere e qui non stiamo parlando di segni famosi che sono in qualche modo conoscibili o riconoscibili, ma di tutti i marchi e i domini esistenti nel nostro paese nonché le modificazioni grafiche ( per esempio una lettera dell’alfabeto) che rendono simile una parola all’altra (via Punto Informatico, grassetto non mio).

Io non sono un avvocato, né tantomeno conosco la legge italiana in materia, ma tenderei a essere un po’ meno pessimista per due motivi. Primo, perché la legge è probabilmente più frutto di ignoranza che di interesse a colpire internet e dubito che l’intenzione sia di applicarla alla lettera a domini internet. Secondo perché resta il fatto che la riassegnazione di un dominio non dipende solo dalla somiglianza tipografica con il marchio ma anche da come questa somiglianza viene utilizzata. Ad esempio:

  • Se il dominio punta a un sito web che vende prodotti simili a quelli dell’azienda proprietaria del marchio, molto probabilmente ci troviamo di fronte a sfruttamente indebito.
  • Se il sito è tappezzato di annunci tipo Google Ad Sense, probabilmente, siamo di fronte a typosquatting.
  • D’altro canto, se il dominio punta a un sito web che non ha niente a che vedere con il marchio originale,  o che non trae beneficio economico dalla somiglianza dei due nomi, ci sono buone probabilità che il sito sia legittimo.

Poiché la buona fede continuerà a giocare un ruolo fondamentale, le aziende, laddove possibile, continueranno ad accordarsi con i possessori dei domini incriminati, piuttosto che entrare in lunghe cause legali dall’esito spesso incerto. Senza contare che molti registry (fra cui il NIC per i domini .it) offrono un servizio di risoluzione delle controversie molto più economico e veloce di quanto può esserlo un tribunale.

Advertisements

Comments are closed.