Google e StopBadware.org


UPDATE (18:55): dopo aver tentato di dare la colpa a StopBadware.org :-), a Google si sono accorti che qualcuno ha inserito ‘/’ fra gli indirizzi pericolosi e che questa semplice stringa sia stata interprata, più o meno, come “tutto il web è pericoloso”. A me questa spiegazione sembra debole.

Nel frattempo, leggo, sempre dal blog di StopBadware.org, che l’enorme traffico generato dalle pagine di errore di Google ha effettivamente bloccato il loro sito.

Questo uno screenshot di oggi pomeriggio della pagina dei risultati di Google a seguito della query “Repubblica.it” (vedi anche qui cosa è successo):

repubblica-bad1

This site may harm your computer” Oibò!!! Che qualche spiritosone abbia infettato i server di Repubblica.it? In realtà, qualche problema nei server di Google ha fatto sì che qualsiasi sito internet fosse considerato potenzialmente dannoso, da qui la scritta sotto a ogni risultato di ricerca e l’impossibilità di connettersi alla relativa pagina web.

A quegli impavidi che, noncuranti del pericolo, tentavano di raggiugere il tanto agognato sito web appariva questo:

google-badware-page

Curiosando un po’ su Wikipedia si legge che:

StopBadware.org is a consumer-oriented nonprofit organization aimed at fighting malicious software, or “badware”. The organization is run by the Berkman Center for Internet and Society at Harvard Law School, and Oxford University‘s Oxford Internet Institute. Support is being provided by Google, Mozilla, Lenovo, PayPal, VeriSign, and Sun Microsystems…

Per cui, molto probabilmente, quelli Google hanno fatto qualche esperimento, magari hanno provato qualche nuova funzionalità e la cosa gli è sfuggita di mano.

Per la cronaca, durante il “downtime” io ho utilizzato Yahoo. Mi chiedo quanti abbiano fatto la mia scelta e se Yahoo abbia sperimentato un picco delle richieste in questo periodo (così come deve essere successo a stopbadware.org, che al momento è raggiungibile a singhiozzo).

PS: sì, concordo con Luca de Biase, questi sono stati minuti di ansia.

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4 responses to “Google e StopBadware.org

  1. Paradossalmente, lo stesso Google veniva indicato potenzialmente a rischio dai risultati di ricerca! Riguardo al legame con StopBadware, è interessante leggere come quest’ultimo tenda a minimizzarlo, delegando al motore di ricerca la responsabilità della scansione ed etichettatura delle pagine: http://www.stopbadware.org/home/faq#partnerwarnings-involved. Sarà veramente così?

  2. ciao Rob, in effetti le FAQ sono un po’ confuse, sembra quasi che StopBadware non c’entri niente con Google.

    Io credo che StopBadware.org riceva un feed di siti potenzialmente pericolosi da una serie di fonti fra le quali anche Google, ma prima di etichettare come pericolosi questi siti effettui la sua analisi indipendente. Quindi puo’ essere, anche se improbabile, che un sito sia considerato “pericoloso” da Google, ma non da StopBadware.org… proprio come google.com questo pomeriggio 😉

  3. Ciao alezzandro, penso anch’io come te che StopBadware abbia un ruolo importante nell’individuare i siti pericolosi, più di quanto vogliano lasciare intendere. Ho seguito il botta e risposta con il blog di Google e salvato l’articolo originale: le parole della redattrice erano chiarissime e senza possibilità di equivoco. L’impressione che ho avuto è che, nella confusione del momento, siano emersi particolari che non si dovevano sapere.

  4. ma sì, dai, magari “Marissa” non ha capito bene come funzionavano le cose fra Google e StopBadware.org quando ha scritto il post 😉

    quello che invece mi lascia perplesso è la spiegazione su come questo sia potuto avvenire. io capisco che dietro a un software, per quanto sofisticato, ci sono persone in carne e ossa che possono sbagliare. però non trovo una spiegazione logica al fatto che questo software interpreti ‘/’ come una “wildcard” per tutto il database.

    cioè, se mi dicessi: ho inserito ‘.it’ per sbaglio e tutti i siti italiani sono considerati inaffidabili, ci sta pure (fino a un certo punto). ma non vedo il legame con ‘/’, tutto qui.

    secondo me è più probabile che, che so, un sabato mattina, all’alba (per non creare troppa confusione), abbiano voluto introdurre una nuova release del software e questo ha fatto casino.