Best Western e carte di credito


UPDATE: una bolla, solo una grande bolla sgonfiata al sole d’Agosto. Vergogna, a noi che ci avevamo creduto o, forse, semplicemente sperato!

Via Stefano Quintarelli, leggo dell’ennesimo hacker che si intrufola in un sistema informatico (quello di una delle catene di alberghi piu’ grandi del mondo, per intenderci), ruba qualche milionata di carta di credito e vende tutto tramite un qualche sito della mafia russia (immagino stiamo parlando della famigerata Russian Business Network).

La storia fa il giro della rete, da Slashdot a Repubblica.it, e la vicenda si tinge di giallo quando un comunicato stampa di Best Western precisa che:

Il cronista del The Sunday Herald ha rilevato una possibile compromissione di una parte circoscritta dei dati presso un singolo hotel…Noi non abbiamo rinvenuto alcuna prova a sostegno delle accuse sensazionalistiche lanciate dal cronista e dal giornale.

e aggiunge che:

Best Western cancella completamente tutti i dati raccolti durante la procedura di prenotazione online non appena gli ospiti effettuano il check-out

Adesso, a parte il dubbio su cosa sia, da un punto di vista pratico, una “possibile compromissione” (possible compromise of a select portion of data, nel comunicato originale), e’ possibile che le due versioni della storia siano cosi’ differenti? Fra l’altro, leggendo l’articolo originale del Sunday Herald, si ha l’impressione che qualcuno questi fantomatici “dati in vendita” li abbia veramente visti.

E poi, come cavolo fa un giornalista a scoprire una falla del genere? E’ chiaro che qualcuno ha provato a entrare nel sistema dell’albergo, riuscendoci, ma senza notificarlo alla direzione. E il giornalista, se non e’ l’hacker, come lo ha saputo?

Per fortuna, Best Western non mantiene lo storico delle carte di credito, come fa, invece, T-mobile UK, che registra in modo permanente i dettagli delle carte di credito associate ai loro utenti. A Febbraio di quest’anno, ho dovuto chiedere l’eliminazione del mio profilo per poter rimuovere i dati della mia carta.

Per fortuna queste cose, in Italia, non capitano: siamo troppo avanti o, semplicemente, ancora troppo indietro?

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