Carta d’identita’ elettronica e impronte digitali


Dovrei parlare dell’ICANN di Parigi, ma non ne ho voglia. Piuttosto, vorrei concludere il racconto della mia esperienza con la CIE.

***
Lasciati alle spalle i problemi di gestione del software, soliti problemi all’italiana nell’uso di tecnologie “all’avanguardia” ;-), entro in cabina. Convenevoli di rito, documento (vecchio) sul tavolo, mi aggiusto il ciuffo, butto le spalle indietro modello figo-da-spiaggia, sguardo intelligente e via con la foto digitale. Tutto fila liscio fino a che l’impiegata mi chiede:

Lei: vuole lasciare le impronte digitali?
Io (incredulo): Cosa? E perche’?
Lei: Aumenta la sicurezza
Io: Arrivederci!!

Scioccato e impreparato, torno a casa con tante, troppe domande. Mi consulto con i miei e scopro che:

  • Tutti lasciano le impronte, “perche’ no?”. Naturalmente, nessuno nell’ufficio da’ spiegazioni dettagliate sul come e per cosa verranno usate.
  • Mia madre non sa se qualcuno le abbia chiesto se queste impronte le voleva lasciare (o se, semplicemente, le abbiano mostrato la macchinetta per il rilevamento)
  • Su Wikipedia ci sono tante informazioni sulla CIE, informazioni molto importanti che nessuno si preoccupa di comunicare, a voce o tramite opuscolo informativo, agli utenti.
  • Mi viene consegnata una busta chiusa che, a detta dell’impiegata, contiene i codici da comunicare in caso di smarrimento. Non l’ho ancora aperta, forse ho sbagliato.

In Inghilterra, uno dei cavalli di battaglia del movimento no2id (che si oppone all’introduzione della carta di identita’ elettronica) e’ il database centralizzato con i dati biometrici dei cittadini che solleva forti dubbi e molte domande le cui risposta, per ora, non sono soddisfacenti.

In Italia che si fa? Qualcosa di simile, ma all’italiana, sotto-tono, senza clamore ne’ pubblicita’. Certo, e’ facoltativo, ma senza un’informazione adeguata non c’e’ liberta’ di scelta e, infatti, i miei non sono a conoscenza dei rischi alla sicurezza legati alla carta d’identita’ elettronica:

  • La carta’ e’ sicura? E’ veramente impossibile estratte le impronte digitali da una carta?
  • L’ufficio dove si fa la CIE e’ sicuro? E i suoi sistemi? Cosa succederebbe se un malintenzionato entrasse e rubasse i computer? O inserisse un virus?
  • Perche’ il sabato il sistema non riesce piu’ a trasmettere dati alla centrale? PS: secondo me e’ un problema di memory overhead (e infatti riavviando funziona)
  • Il database dove vengono contenuti i dati e’ sicuro?
  • La trasmissione dei dati e’ sicura?

Le impronte digitali non si cambiano come il pin di una carta di credito: se qualcuno ne venisse in possesso, sarebbe un bel guaio. E dopo aver toccato con mano il sistema di registrazione, stoccaggio e trasmissione della CIE, qualche dubbio sulla sua sicurezza mi e’ venuto: odio le dietrologie, ma doversi affidare a un sistema “che si blocca il sabato mattina” non e’ molto rassicurante!

Advertisements

2 responses to “Carta d’identita’ elettronica e impronte digitali

  1. Anonymous

    Io purtroppo le ho lasciate e me ne pento, ora sto cercando online qualche informazione: le impronte son solo sulla carta o sono già schedato a vita?
    Intanto credo che applicherò alla superficie del chip dell’acido muriatico e se non basta qualche altro mezzo, così da render impossibile l’accesso ai dati

  2. io non credo che le impronte siano solo nella carta, altrimenti non avrebbe senso prenderle.

    comunque, se fossi in te, la carta d’identità non la altererei. in quanto documento di riconoscimento, potrebbe addirittura non essere legale (qui vado a braccio, che non ne ho idea).