Voce marcata come ‘attualita’’
Sto ancora cercando di capire quanto sia accurato il risultato, ma il quiz in sé è carino. Secondo me si vede l’impronta chiaramente “Nord Americana” di alcune domande (ma poi lo dicono anche nella pagina dei risultati).
(via alfonsofuggetta.org)
My Political Views
I am a left social libertarian
Left: 5.23, Libertarian: 4.11

Political Spectrum Quiz
E ci metto pure il mio posizionamento nella “culture war”, anche se non ho capito cosa sia!
My Culture War Stance
Score: -6.65

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L’Inghilterra, si sa, è il posto dove se ti ubriachi poi fai a pugni, sennò “che uomo sei?”
A quanto pare la città-tipo inglese è Oxford in termini di demografia, pericolosità e “abitudini serali”. In un tranquillo week-end (di paura?) la maggior parte dei crimini è legata all’alcol e ubriaca è la maggior parte delle persone che viene ricoverata al Radcliffe Hospital il venerdì sera.
Per descrivere cosa succede la sera in una “tipica” cittadina inglese, la BBC e la polizia hanno creato una mappa del crimine interattiva che mostra i “pattern criminali” (dove e quando si concentra la maggior parte dei crimini) e la loro evoluzione nel tempo. Come sempre, in questi casi, è più difficile da spiegare che da usare:
The Oxford Crime Map
PS: c’è una buona notizia, e cioè, da qualche anno questo tipo di crimini stanno diminuendo.
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Leggo su Punto Informatico che il recente decreto sviluppo rischia di avere un impatto molto negativo sulle leggi che regolano le controversie legate all’assegnazione di domaini internet e, più in generale, alla loro registrazione.
Nel codice della proprietà industriale [...] il nome a dominio viene equiparato, a livello legislativo, agli altri segni distintivi, godendo quindi della medesima tutela giuridica.
[...] chi registrerà o userà un nome di dominio simile o identico ad uno già esistente rischierà sino a tre anni di carcere e qui non stiamo parlando di segni famosi che sono in qualche modo conoscibili o riconoscibili, ma di tutti i marchi e i domini esistenti nel nostro paese nonché le modificazioni grafiche ( per esempio una lettera dell’alfabeto) che rendono simile una parola all’altra (via Punto Informatico, grassetto non mio).
Io non sono un avvocato, né tantomeno conosco la legge italiana in materia, ma tenderei a essere un po’ meno pessimista per due motivi. Primo, perché la legge è probabilmente più frutto di ignoranza che di interesse a colpire internet e dubito che l’intenzione sia di applicarla alla lettera a domini internet. Secondo perché resta il fatto che la riassegnazione di un dominio non dipende solo dalla somiglianza tipografica con il marchio ma anche da come questa somiglianza viene utilizzata. Ad esempio:
- Se il dominio punta a un sito web che vende prodotti simili a quelli dell’azienda proprietaria del marchio, molto probabilmente ci troviamo di fronte a sfruttamente indebito.
- Se il sito è tappezzato di annunci tipo Google Ad Sense, probabilmente, siamo di fronte a typosquatting.
- D’altro canto, se il dominio punta a un sito web che non ha niente a che vedere con il marchio originale, o che non trae beneficio economico dalla somiglianza dei due nomi, ci sono buone probabilità che il sito sia legittimo.
Poiché la buona fede continuerà a giocare un ruolo fondamentale, le aziende, laddove possibile, continueranno ad accordarsi con i possessori dei domini incriminati, piuttosto che entrare in lunghe cause legali dall’esito spesso incerto. Senza contare che molti registry (fra cui il NIC per i domini .it) offrono un servizio di risoluzione delle controversie molto più economico e veloce di quanto può esserlo un tribunale.
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Dopo alcuni problemi iniziali, pare che questa volta sia veramente online (via Wittgenstein).
Video stucchevoli (qui e qui, ad esempio) e un po’ tutti uguali (guardate questi). Bello il virtual tour. Poi ci sono le informazioni utili (che sembrano il riassunto delle prime pagine informative di qualsiasi guida turistica) e lo splendido magazine in inglese Magic Italy: che non sembra fatto male, in sé, ma c’è da notare che anche all’estero qualsiasi rivista di settore è piena di articoli sull’Italia e sui suoi tesori nascosti e quindi Magic Italy è a dir poco ridondante.
Infine un ultimo commento: se mi connetto dall’Inghilterra e la lingua di default del sistema operativo e del browser è l’inglese… bé, mi aspetterei di essere rediretto alle pagine corrispondenti.
ps: non commento sull’assenza di qualsiasi caratteristica 2.0 perché se ne è già parlato tanto in passato.
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Nel caso qualcuno fosse interessato: PhD studentships at Oxford Brookes University.
Vi segnalo, in particolare, il tema sulle digital identity, che mi vedrà, iin parte, coinvolto. Per informazioni l’email la trovate qui.
Digital Identity
Supervisors: Prof David Duce, Dr Faye Mitchell
In the digital age, the question of what constitutes “identity” becomes ever more complex, and the threat of identity theft continues to alarm. There is a growing literature on the problems of identity management and issues such as trustworthiness and privacy. In the past, solutions based on central authorities have been explored, but the difficulty of reconciling them with a networked world which is completely decentralised by its very nature has led to only partial adoption of these solutions. A practical line of development is by federating heterogeneous identity management frameworks. But there are much deeper research questions that should be addressed: what is a digital identity for Internet users, companies and for other institutions; is a digital identity unique in the Internet or is it only meaningful within a certain scope, such as a geographical locality or a limited time window; how does identity interact with privacy and how is trust defined among identities.
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L’NHS, l’ente che si occupa della sanità pubblica in Inghilterra, sta distribuendo questo opuscolo per preparare la popolazione all’arrivo della Swine Flu. Con una certa lungimiranza, considerando la multiculturalità della popolazione del regno, l’opuscolo è stato tradotto in varie altre lingue.
Ho cercato sul sito del Ministero della Sanità se ci fosse qualcosa di equivalente, ma ho trovato solo questo opuscolo (se non sbaglio è lo stesso foglio che trovate appeso negli aeroporti).
Il sito del ministero, di per sé, è molto dettagliato, anche se non immediato da consultare. Per quanto riguarda l’NHS, il sito è aperto ai commenti e oltre a vari video… c’è anche il canale Twitter!
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A proposito, ho scritto un post sul blog di Nominet a proposito di un picco di registrazioni di nomi di domini “.uk” che sfruttano la morte del cantante. Ve lo riporto integralmente.
The day following the death of Michael Jackson, Google published a graph showing that their system were heavily hit by queries related to this news. Details can be found on the Google Official Blog.
Our experiments suggest that Nominet systems experienced an analogous, although orders of magnitude smaller, phenomenon. The following figures show the number of new registrations per hour of domain names that contain the name of Michael Jackson (or part of it) and the number of WHOIS queries that Nominet systems received in the same period.

The two graphs are highly correlated because it is common practice for domain name owners to make WHOIS lookups around the period of time they register new domains. The peak around the 27 of June in the second graph is probably related to news stories concerning suspicions about Michael’s death. Apparently, it did not lead to an immediate rise in the number of domain name registrations.
We have conducted an informal analysis of the domain names that were registered in the last week. The majority of them belong to three categories: parking pages, commercial pages and commemorative sites such as blogs and forums. At the moment, we have no evidence of domain names used for scam or phishing.
In general, this episode confirms (again) that the dynamics of the Domain Name System follow those of the “real world”. A question that is still partially unanswered is at which degree these dynamics are followed by Internet users, i.e. how much their navigation behaviour depends on news stories. In the following months we plan to study the correlation between DNS data and other public events. Google has done something similar in the past, by correlating Google searches for flu-related terms with the spread of flu in North America. The results are very interesting and definitely merit extension to other data sources such as DNS traffic.
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Dal 18 al 20 Marzo sarò alla Web Science 2009 conference (http://websci09.org/). È la prima conferenza sulla “Scienza del Web” organizzata dalla Web Science Research Initiative (WSRI). Durante l’evento di apertura, il WWW forum, ci saranno Tim Berners-Lee e Joseph Sifakis che discuteranno del futuro del web.
La conferenza è stata pensata in un’ottica multidisciplinare perché multidisciplinare è l’ambito a cui la “Scienza del Web” si rivolge. Dal call for paper (grassetto mio):
Web Science focuses on understanding, designing and developing the technologies and applications that make up the World Wide Web. But the WWW does not exist without the participation of people and organizations [...]
… e chi sono, cosa fanno e come partecipano queste persone e queste organizzazioni?
How do people and organisations behave on-line – what motivates them to shop, date, make friends, learn, participate in political life or manage their health or tax on-line?
Which Web-based designs will they trust? [...]
How can the dark side of the Web – such as cybercrime, pornography and terrorist networks – be both understood and held in check without compromising the experience of others? [...]
And how can the design of the Web of the future ensure that a system on which – as Tim Berners-Lee put it – democracy and commerce depends remains ’stable and pro-human’?
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Press release di Eurojust (via Repubblica):
Eurojust is a new European Union body established in 2002 to enhance the effectiveness of the competent authorities within Member States when they are dealing with the investigation and prosecution of serious cross-border and organised crime.
At the request of Direzione Nazionale Antimafia in Rome, the Italian Desk at Eurojust will play a key role in the coordination and cooperation of the investigations on the use of internet telephony systems (VoIP), such as “Skype”. Eurojust will be available to assist all European law enforcement and prosecution authorities in the Member States. The purpose of Eurojust’s coordination role is to overcome the technical and judicial obstacles to the interception of internet telephony systems, taking into account the various data protection rules and civil rights.
… siamo d’accordo che è impossibile, vero?
UPDATE
Quello che voglio dire è che non è possibile intercettare alcuna comunicazione via internet, se cifrata. A meno che…
…a meno che non vogliano vietare per legge la crittografia. Un po’ come succede tuttora negli USA per chiavi crittografiche di lunghezza superiore a 64 bit (che richiedono una specifica approvazione):
Mass market encryption commodities and software employing a key length greater than 64 bits for the symmetric algorithm [...] remain subject to the EAR and require review by BIS [...]
To request authorization for your “mass market” encryption products[...], you must submit a complete review request to BIS and the ENC Encryption Request Coordinator. The following guidance is designed to help you prepare and submit your requests for 30-day “mass market” encryption revie [...]
(fonte Bureau of Industry and Security US Department of Commerce)
UPDATE 2
… che poi, anche ammesso di voler percorrere una strada di questo tipo (limitare o bloccare specifiche applicazioni), non penseranno che la gente stia lì a guardare… oggi ne parla anche Stefano qui.
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Lunedì mattina 850 operai dello stabilimento della Mini di Oxford sono stati licenziati con un’ora di preavviso. Durante una riunione sindacale, ai lavoratori è stato comunicato che quello era il loro ultimo giorno di lavoro e, quasi a scherno, che se non avessero restituito le tute da lavoro, come da contratto, avrebbero dovuto anche pagare 25£. Peccato che alcuni di loro vivono a Swindon, 60 km e un’ora di auto (anche di più in autobus) a sud di Oxford, e sarebbero dovuti tornare a cassa, cambiarsi, e fare tutta la strada, di nuovo, per quella stupida tuta.
Gli operai non erano diretti dipendenti di BMW, ma di un’agenzia esterna che forniva la manodopera alla fabbrica. Molti lamentano che in questo modo BMW ha furbescamente aggirato tutte le leggi sul lavoro in vigore in UK.
Questa storia mi fa pensare a “Santa Giovanna dei Macelli” di Bertolt Brecht, una piece teatrale bella e struggente sulla crisi nelle fabbriche della carne in scatola nella Chicago del ‘29.
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