È un po’ che non mi faccio sentire. Che vi devo dire? Che ho avuto i miei problemi, definitivamente risolti, oggi, quando il carro-attrezzi si è portato via la Punto. Io non c’ero, ero a lavoro, lontano, ho lasciato le chiavi di un auto senza futuro e senza più targa nelle mani di uno sconosciuto e me ne sono andato, con un po’ di rimpianto.
Ma passiamo ad altro.
Google Flu Trends mi accoglie a lavoro e mi inchioda in una discussione di venti minuti con un mio collega. Fra un caffè e l’altro abbiamo deciso che:
- È un’idea tanto semplice quanto intelligente
- Ci si aspettava una correlazione di questo tipo, forse non dei risultati così accurati
- Il modello matematico è sorprendentemente semplice
- La vera difficoltà sta nella scelta delle query rappresentative per un certo fenomeno (automatizzare il processo è assolutamente non banale)
- In Inghilterra o in Italia si puo’ trovare, al limite, una correlazione con il calcio (football), di certo non con il basket
Le conclusioni sono che:
- Non appena abbiamo tempo, proviamo ad analizzare le query del DNS
- Questo “non appena abbiamo tempo” puo’ voler dire domani o fra cinque mesi
- L’analisi, in questo caso, potrebbe rivelarsi “leggermente” più semplice perché, a differenza, di un motore di ricerca, una query DNS è formata da un unico termine (il nome di dominio di cui si richiede l’IP)
- Per quanto riguarda l’ultimo punto, sembra che anche quelli di Google (vedi technical report) abbiano considerato query atomiche, cioé ogni query è considerata nella sua completezza e non come insieme di “parole” (”school basketball”, non “school” + “basketball”).



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